Insufficienza di convergenza e disfunzioni posturali

La dott.ssa Deborah Faggella Ortottista e Assistente in Oftalmologia all’Università degli Studi di Bari in collaborazione con lo Studio Specialistico in Patologie Croniche, ci spiega cos’è il deficit di convergenza dove origina e quali disfunzioni posturali provoca, approfondendo in maniera specialistica anche il campo nel campo delle Scienze Motorie e del Movimento Umano e della Postura approfondendo delle connessioni complesse, spesso e volentieri poco considerate. Alla fine dell’ articolo  un semplice test per identificare la disfunzione.

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La convergenza è un movimento sincrono degli occhi verso il naso e viene attivata durante la visione di uno stimolo da vicino.

L’ insufficienza di convergenza (CI) è un disturbo della visione binoculare molto comune:si può definire come un problema di collaborazione degli occhi per cui,uno dei due ha una forte tendenza a deviare verso l’esterno durante la lettura o mentre si svolgono lavori da vicino.

Può causare diplopia (visione doppia) per cui il soggetto esercita uno sforzo supplementare per riportare gli occhi sull’oggetto di interesse;questo sforzo eccessivo può causare sintomi frustranti che interferiscono con la capacità di leggere e lavorare da vicino.

L’insufficienza di convergenza è spesso associata ad una varietà di sintomi tra cui: affaticamento visivo,mal di testa,visione offuscata,diplopia (visione doppia),sonnolenza,difficoltà di concentrazione,instabilità delle parole durante la lettura e perdita di comprensione che si manifesta dopo brevi periodi di lettura o di attività svolte a distanza ravvicinata,chinetosi e/o vertigini. I difetti di convergenza sono tra le prime cause di emicrania soprattutto serale,di instabilità d’equilibrio,caduta frequente(soprattutto del bambino e dell’anziano),diplopia,distorsione della caviglia,difficoltà di concentrazione nella lettura,di maldestrezza.

Il deficit di convergenza può avere origine oculare,oppure può essere l’espressione di un adattamento visivo ad un’altra causa per esempio a livello dell’apparato stomatognatico(relativo alla masticazione)o podalico(relativo all’appoggio del piede). In particolare le cause possono essere dovute ad un focolaio dentale o a un disturbo dell’occlusione mandibolare oppure legate a traumi cranici,distorsioni cervicali,malattie autoimmuni,frattura della colonna vertebrale,ecc…

L’ipoconvergenza oculare quindi:

  • promuove le disfunzioni posturali perché coinvolge le diverse strutture osteo-mio-articolari favorendo una posizione anomala del capo:il paziente con questa disfunzione assume posizioni di compenso posturale,limitando la rotazione del capo dal lato dell’occhio con difficoltà di convergenza e inducendo un’inclinazione del capo che compromette il tratto cervico-dorsale con conseguente torsione del cigolo scapolare,disallineamento della spalla e limitazione di tutti i movimenti del collo.
  • interferisce nell’apprendimento causando difficoltà di attenzione e concentrazione durante la lettura in quanto l’impegno del cervello è quello di non vedere doppio,per cui comprendere ciò che si legge diventa secondario.Non è insolito per una persona con insufficienza di convergenza,l’atteggiamento di coprire o chiudere un occhio durante la lettura,per alleviare la confusione o la diplopia.

Un semplice test che permette di valutare la presenza di questa disfunzione consiste nell’avvicinare la punta di una matita verso la radice del naso:se i due occhi seguono la mira contemporaneamente non è presente un deficit di convergenza; se invece uno dei due occhi perde la fissazione deviando verso l’esterno mentre l’altro continua a mantenerla,è presente una ipoconvergenza oculare(esempio immagine).

I trattamenti consigliati sono quello passivo,mediante l’uso di lenti prismatiche o quello attivo ovvero terapia visiva in studio.

La ricerca visiva condotta dal National Eye Institute ha dimostrato che la terapia visiva in studio è il trattamento di maggior successo;la terapia visiva domiciliare,invece,basata sugli inseguimenti della matita,è un trattamento molto spesso consigliato ma gli studi scientifici ne hanno dimostrato l’inefficacia.

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